17 05 2011

# “L’Alfabetizzazione delle Emozioni” II parte: incontro con la psico-terapeuta Barbara Barcaccia

Martedì  17 maggio alle ore 21.15 Celimontano ha ospitato un nuovo incontro con la psicologa e psico-terapeuta Barbara Barcaccia per approfondire il tema della "Alfabetizzazione delle Emozioni".
L' incontro è iniziato con un esercizio che ha coinvolto tutte le residenti suddivise in piccoli gruppi, finalizzato a far esperire e tollerare alle partecipanti la possibile presenza di emozioni sgradevoli: si trattava di fissare a turno i componenti del proprio gruppo, sostenendo lo sguardo di ciascuno per circa 30 secondi consecutivi. L'unica "consegna" consisteva nell'ascoltare le proprie reazioni emotive e provare a tollerarle, a rimanervi in contatto senza tentare di sopprimerle a tutti i costi. L'esercizio è stato poi discusso nel gruppo più allargato, ed è emerso che aveva effettivamente suscitato una serie di emozioni, più o meno spiacevoli: vergogna, timore, imbarazzo, ilarità, serenità.Lo scopo dell' esercizio era quello di non prendere provvedimenti sulle emozioni che suscitava, di fare spazio a ciò che arrivava, imparando a conviverci. Questo esercizio ha quindi fornito lo spunto per discutere con la dott.ssa Barcaccia su quanto tutti gli esseri umani siano più facilmente portati a evitare emozioni e pensieri sgradevoli, a tentare di sopprimerli, e cercare di neutralizzarli in qualche modo. In realtà vi sono ormai numerose ricerche scientifiche che dimostrano come i tentativi di sopprimere emozioni e pensieri negativi siano non solo inefficaci, ma chiaramente controproducenti: basta fare un piccolo esperimento e dire a se stessi: "Ora non devo assolutamente pensare al fatto che...." L'effetto che si otterrà sarà esattamente l'opposto di quanto desiderato, in quanto se si tenta d'imporre a se stessi di non avere in mente un certo pensiero, lo si sta in un certo senso, paradossalmente, richiamando alla mente.

Qual è dunque una strategia più efficace per gestire le inevitabili difficoltà dell'esistenza? Senz'altro quella di uscire dalla trappola degli "evitamenti" (di emozioni, di situazioni, di pensieri temuti). Le più recenti acquisizioni in campo psicologico e psicoterapico dimostrano infatti che l'accettazione della presenza di emozioni, pensieri ed eventi negativi si accompagna a un miglioramento significativo della qualità di vita e al superamento delle eventuali difficoltà emotive e psicologiche che le persone possono avere.