06 05 2018

# Convention

Siamo in grado

Sopravvissute. Sì, proprio così: alla seconda Convention di quest’anno possiamo ben dire di essere sopravvissute. E non sarebbe una metafora. Infatti, grazie al Centro Rafting e Attività Outdoor Vivere l’Aniene, immerse nella natura (e nella nebbia) del Parco Naturale dei Monti Simbruini, abbiamo provato il brivido del Survival (e anche qualche brivido di freddo, considerando le condizioni meteo non proprio clementi). Si tratta di un insieme di tecniche di sopravvivenza di cui due esperti ci hanno fornito un assaggio attraverso una serie di attività organizzate nel corso della mattinata del 6 maggio. Suddivise in quattro squadre e dopo una breve introduzione alla giornata (finalizzata anche a tranquillizzare gli animi più diffidenti del fatto che saremmo riuscite a prendere l’autobus per il ritorno sulle nostre gambe), armate di bussola e mappa, ci siamo avventurate per Monte Livata alla ricerca delle quattro ‘lanterne’ previste per portare a termine, in trenta minuti, la prima attività, l’orienteering. Raggiunto il campo base dopo aver duramente messo alla prova il nostro senso dell’orientamento, abbiamo sfidato la nostra pazienza e tenacia, due virtù tipicamente richieste per accendere un fuoco, specie quando è piovuto da poco e si hanno a disposizione solo un dischetto di cotone, qualche cardo secco e un acciarino. A parte timide ed effimere fiammelle e qualche scintilla, l’unico calore che si è sviluppato è stato quello umano dei membri dei gruppi riuniti attorno ai rispettivi piccoli scenari dell’impresa, che di fatto si è rivelata praticamente impossibile. Sembrava improbabile anche il raggiungimento del terzo obiettivo, ma il gioco di squadra, l’ingegno e il coraggio si sono rivelati ingredienti di una combinazione vincente e siamo riuscite a recuperare da un faggio la sfida successiva, la meno fisica e insolita per delle studentesse universitarie: un plico di fogli con dei quesiti di logica da risolvere, quanti più possibile, in quindici minuti. L’ultima attività della mattinata prevedeva che un membro di ogni gruppo venisse bendato e guidato a distanza dalle compagne lungo un percorso tracciato e non sempre di facile percorribilità. Stanche ma entusiaste, dopo aver raggiunto il punto di partenza e aver consumato insieme il nostro pranzo, con l’aiuto dei due istruttori abbiamo condotto una riflessione sulla giornata, su ciò che avevamo fronteggiato, su come avevamo affrontato le difficoltà, sulle dinamiche di squadra, sulla competitività, sulle emozioni che avevamo provato e su ciò che avremmo portato con noi di quell’esperienza. Il confronto è stato utile almeno tanto quanto l’attività in sé: la vita spesso ci mette di fronte situazioni che in diversi modi possono sembrarci ‘estreme’; sta a noi decidere se gettare la spugna, piangerci addosso e lasciarci sopraffare dagli eventi, oppure farci coraggio, nonostante gli ostacoli e i fallimenti, e trovare i migliori espedienti per sopravvivere.